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I biglietti fiduciari: origini e caratteristiche di un fenomeno nell'Italia post unitaria

Author Franca Maria Vanni
Published in Quaderni Ticinesi, Volume XLVII (2018)
Ticino Notebooks
Pages 395-410 (16 pages)
Number
N#
L219284
 

Abstract

Conclude il volume un contributo di Franca Maria Vanni su un tema insolito , ma importante e che ripercorre la storia della carta-moneta in Italia, dall’unificazione della penisola fino alla fine del 19. secolo. L’emissione di buoni cartacei in sostituzione di moneta metallica è fenomeno attestato in Europa già nel Cinquecento e fu molto diffuso anche nell’Italia post-unitaria. Le ragioni devono cercarsi nella carenza di moneta di piccolo taglio, la cui emissione in quantità sufficienti al fabbisogno del mercato era resa difficile a causa delle spese sostenute dal governo per consolidare le infrastrutture del nuovo stato. La mancanza iniziale di leggi portò a un fiorire di emissioni di biglietti fiduciari sia da parte dello stato che da parte di enti locali e addirittura da parte di persone private. Anche se si introdussero progressivamente delle regole per limitare gli enti autorizzati a stampare i buoni, solo verso fine del secolo si riuscì a frenare il fenomeno, grazie all’immissione di moneta argentea di piccolo taglio acquistata all’estero.

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