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Il Polidamante di Lisippo da Olimpia al Museo Nazionale Romano

Author Paolo Moreno
Published in Quaderni Ticinesi, Volume XLIV (2015)
Ticino Notebooks
Pages 81-160 (80 pages)
Number
N#
L219327
 

Abstract

Paolo Moreno dedica un contributo al Polidamante di Lisippo, opera conservata al Museo Nazionale Romano. L’autore, con la consueta maestria, analizza configurazione, cronologia e attribuzione di questa famosa figura di pugile colto dopo il cimento e conosciuta anche come il Pugile delle terme. L’atleta scolpito per committenza del tetrarca tessalo Dàoco II è Polidamante di Scotussa, uomo che fu straordinariamente forte, vincitore nel pancrazio a Olimpia nel 408 a.C., uccisore – al pari di Eracle - di un leone sui monti della Tessaglia e che si esibì anche in Persia alla corte di Dario. La sua statua era esposta in origine a Olimpia, dove si trova ancora la base descritta anche da Pausania, ma manca la documentazione storica che ne descrive il passaggio da Olimpia a Roma. L’analisi storico-artistica del Moreno si avvale di ampi raffronti con le fonti scritte, con opere scultoree e con la numismatica nonchè con tutta l’opera di Lisippo, l'artista eccellente che lavorava alla corte macedone. A Roma il Polidamante dovette arrivare solo in età tardo antica – Pausania lo vede ancora ad Olimpia – e per questioni di prestigio e qualità dell’opera stessa. L'opera fu trovata sul Quirinale nel 1885, dove era stato accuratamente sepolto per salvaguardarlo dai saccheggi barbarici. Prima la statua dovette essere stata trasferita a Roma dall’imperatore Massimiano Erculio o da suo figlio Massenzio per decorare le nuove terme e anche per via della sua affinità simbolica con Eracle, cui si rifaceva la famiglia imperiale.

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